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Zurigo in 3 giorni: Giacometti, il viadotto e le cascate del Reno

Il centro storico di Zurigo si vede in una giornata: è piccolo davvero, sta in un chilometro quadrato. La ragione per fermarsi tre giorni è che attorno a quel chilometro quadrato c’è dell’altro, ed è roba diversa. C’è un museo con la più grande raccolta di Giacometti al mondo e con una collezione che la città sta ancora litigando per averla accettata. C’è un quartiere di capannoni e viadotti ferroviari diventato il posto dove si esce la sera. E c’è il fatto che da qui, in un’ora di treno, si arriva alla cascata più grande d’Europa per portata d’acqua. Tre giorni bastano e avanzano: la Svizzera è piccola e i treni sono puntuali al minuto.

In sintesi

  • Durata · 3 giorni pieni
  • Quanto si cammina · 6 km il primo giorno, 7 il secondo, 5 il terzo
  • Da prenotare · niente
  • Budget · 280-420 franchi a persona, alloggio escluso: è una delle città più care del mondo
  • Trasporti · dal secondo giorno serve il giornaliero, circa 9 franchi; per il terzo serve il biglietto regionale
  • Il giorno da non spostare · il secondo, se cade di lunedì: il Kunsthaus è chiuso
  • Cosa resta fuori · Lucerna, Berna e le Alpi vere: sono a un’ora e mezza-due, e meritano di più di una giornata

Il primo giorno è tutto a piedi. Il secondo usa tram e treno urbano, il terzo il treno regionale.

Giorno 1 — Il centro storico

6 km · tutto a piedi · dalle 9 a sera · non serve un mezzo pubblico

Il primo giorno è quello che si farebbe avendo una giornata sola: qui lo riassumiamo, i dettagli e la mappa dedicata stanno nell’itinerario di Zurigo in un giorno.

Il panorama sulla Limmat e sulla città vecchia dalla terrazza del Lindenhof
Dal Lindenhof: qui, nel 15 avanti Cristo, i Romani misero una dogana · Foto di CEphoto, Uwe Aranas — CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Si scende la Bahnhofstrasse, costruita nel 1864 dove correva il fossato delle mura, fino a Paradeplatz, la piazza delle banche. Poi si sale al Lindenhof, la terrazza di ghiaia dove i Romani misero la dogana che si chiamava Turicum e da cui viene il nome della città: è la vista migliore, e per statuto non ci si può costruire. Si passa da St. Peter, che ha il quadrante d’orologio più grande d’Europa, otto metri e sessantaquattro.

Le due torri del Grossmünster viste dalla riva della Limmat
Il Grossmünster sulla Limmat: da qui nel 1519 è partita la Riforma svizzera · Foto di Dietmar Rabich — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Nel pomeriggio le due chiese che si guardano da una riva all’altra: la Fraumünster, la cui badessa governò Zurigo per secoli, con le cinque vetrate di Chagall del 1970; e il Grossmünster, da cui nel 1519 Zwingli fece partire la Riforma svizzera — ed è per questo che le chiese di Zurigo sono spoglie, gli organi furono rimossi e per ottant’anni in città non si cantò in chiesa. La sera nel Niederdorf, cercando la Spiegelgasse: al numero 1 nel 1916 è nato il dadaismo, al numero 14 negli stessi mesi abitava Lenin.

Giorno 2 — I musei, il quartiere nuovo, la montagna di casa

7 km · 4 tappe · dalle 10 alle 21 · serve il biglietto giornaliero

2 – Il Kunsthaus

Tempo 2-3 ore · Biglietto circa 24 franchi · Chiuso il lunedì · Tram 3, 5, 8, 9 fino a Kunsthaus

L’edificio storico del Kunsthaus in Heimplatz
Il Kunsthaus: dal 2021 è il più grande museo d’arte della Svizzera · Foto di Photo: Andreas Praefcke — CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

Il Kunsthaus è il museo che da solo giustifica il secondo giorno, e ha tre motivi.

Il primo è Alberto Giacometti: qui c’è la più grande raccolta al mondo delle sue opere, con le figure filiformi in bronzo, i disegni, i gessi. Vederne trenta insieme in una sala è un’esperienza diversa dal vederne una in un museo qualunque: si capisce che cercava sempre la stessa cosa e non la trovava mai.

Il secondo è Edvard Munch: fuori dalla Norvegia, questa è la collezione più importante. E poi Ferdinand Hodler, il grande pittore svizzero che in Italia quasi nessuno conosce e che qui ha un’intera sala; Johann Heinrich Füssli, nato a Zurigo e diventato famoso a Londra con i suoi incubi; Monet, Van Gogh, Picasso, Chagall.

Il terzo è l’edificio nuovo, aperto nel 2021 su progetto di David Chipperfield, che ha raddoppiato gli spazi e ha reso il Kunsthaus il più grande museo d’arte della Svizzera. Ed è anche il motivo per cui il museo è da anni al centro di una discussione pubblica: la nuova ala ospita la collezione Bührle, una straordinaria raccolta di impressionisti messa insieme da Emil Bührle, industriale delle armi che durante la guerra vendeva alla Germania nazista e che comprò quadri in un mercato in cui molte opere provenivano da vendite forzate di famiglie ebraiche. Alcune sono state restituite decenni fa, su altre la ricerca è ancora aperta. La città ha finito per imporre al museo una revisione della provenienza e dei pannelli esplicativi. È una vicenda che si legge nelle sale, ed è interessante quanto i quadri.

3 – Il Landesmuseum

Tempo 1 ora e mezza · Biglietto circa 13 franchi · Chiuso il lunedì · Accanto alla stazione centrale

Il Museo nazionale svizzero sta in un finto castello del 1898 subito dietro la stazione: torri, merli, cortili, tutto costruito apposta per sembrare antico in un’epoca in cui la Svizzera stava inventando la propria immagine nazionale. Nel 2016 ci hanno attaccato dietro un’ala di cemento grezzo, che è l’esatto contrario e sta benissimo.

Dentro si risponde a una domanda semplice: com’è possibile che esista la Svizzera, un paese senza una lingua propria, senza uno sbocco al mare, con quattro culture diverse e nessun re, che non fa una guerra dal 1815. Il percorso è fatto bene, non è retorico, e in un’ora e mezza si capisce il paese in cui si sta viaggiando. Se avete poco tempo, fate solo la sezione «Storia della Svizzera».

4 – Zürich West e il Viadukt

Tempo 2 ore · Gratis · Tram 4 o 17, oppure S-Bahn fino a Hardbrücke · Il momento giusto è il tardo pomeriggio

Le arcate del viadotto ferroviario trasformate in negozi e locali
Il Viadukt: trentasei arcate di un viadotto del 1894 diventate negozi · Foto di Fred Romero from Paris, France — CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Fino agli anni Novanta questa era la zona industriale di Zurigo: cantieri navali, fabbriche di turbine, capannoni. Poi le fabbriche hanno chiuso e invece di demolire hanno riusato, ed è venuto fuori il quartiere più interessante della città contemporanea.

Il pezzo migliore è l’Im Viadukt: un viadotto ferroviario di pietra del 1894, ancora in funzione sopra, le cui trentasei arcate sono state chiuse con vetrate e trasformate in negozi di artigiani, laboratori e una mercato coperto. Ci si passeggia sotto i treni che passano.

A duecento metri c’è la Freitag Tower, che è un negozio fatto con diciassette container navali impilati: si sale fino in cima con le scale di ferro e la vista dalla terrazza è gratuita. Sotto si vendono borse ricavate dai teloni dei camion usati — l’idea è nata qui, nel 1993, da due fratelli grafici che volevano una borsa impermeabile per andare in bici sotto la pioggia di Zurigo, e ogni pezzo è unico perché il telone da cui viene è diverso.

Accanto c’è il Frau Gerolds Garten, un giardino estivo fatto di container colorati, orti sui tetti, luci e tavoloni: d’estate è il posto dove i zurighesi bevono qualcosa dopo il lavoro. Sopra tutto svetta la Prime Tower, centoventisei metri di vetro verde, che ha un bar all’ultimo piano con la vista sulla città: si sale gratis, si paga solo quello che si beve, e si beve caro.

5 – L’Uetliberg al tramonto

Tempo 2 ore · Treno S10 dalla stazione centrale, 20 minuti, compreso nel giornaliero · Gratis · Ultimi treni la sera tardi

La città e il lago visti dalla cima dell’Uetliberg
Dall’Uetliberg si vedono la città, il lago e, nelle giornate limpide, tutte le Alpi · Foto di Murdockcrc — CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

L’Uetliberg è la montagna di casa di Zurigo, ottocentosettantuno metri, e ci si arriva in venti minuti di treno dalla stazione centrale: è una delle poche grandi città europee da cui si arriva in cima a una montagna con il biglietto urbano. Dalla stazione d’arrivo sono dieci minuti a piedi fino alla torre panoramica, e da lassù si vedono la città, il lago per intero e, quando l’aria è pulita, la catena alpina dal Santìs alla Jungfrau.

Andateci per il tramonto. Se avete due ore in più e le gambe, dalla cima parte il Planetenweg, il sentiero dei pianeti: un percorso in cresta fino a Felsenegg lungo il quale il sistema solare è riprodotto in scala uno a un miliardo, con i pianeti alle distanze giuste. Sono due ore di camminata facile in mezzo al bosco, e alla fine si scende con una funivia e si torna in città in battello. È la passeggiata più bella che si possa fare senza uscire dal biglietto urbano.

Giorno 3 — Le cascate oppure il lago

Tutta la giornata · due gite alternative: la prima è verso nord, la seconda verso sud · sceglietene una

Il terzo giorno si esce dalla città, e ci sono due possibilità che vanno in direzioni opposte. Le cascate del Reno sono la scelta se volete vedere qualcosa di spettacolare e potete abbinarci un borgo perfetto; Rapperswil in battello è la scelta se volete una giornata lenta sull’acqua. Con il bel tempo la prima; con poche ore, la seconda.

6 – Le cascate del Reno e Stein am Rhein

Tempo tutta la giornata · Treno circa 1 ora fino a Neuhausen o Schaffhausen · Cascate gratis dalla riva, battello e scoglio circa 12 franchi · Il momento migliore è giugno-luglio, con il disgelo

Le Rheinfall, le cascate più grandi d’Europa per portata
Le cascate del Reno: centocinquanta metri di fronte, e uno scoglio in mezzo su cui si sale · Foto di Ziko — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Le Rheinfall sono le cascate più grandi d’Europa per portata d’acqua: centocinquanta metri di fronte, ventitré di salto, e in estate, con il disgelo alpino, fino a seicento metri cubi al secondo. Non sono altissime — nessuno viene qui per l’altezza — ma la massa d’acqua è impressionante e il rumore si sente da lontano.

Si guardano da tre punti diversi e conviene farli tutti: dalle passerelle a filo d’acqua sulla riva sinistra, che bagnano; dal castello di Laufen sulla riva destra, da cui si ha la vista d’insieme; e soprattutto dal battello, che porta fino allo scoglio piantato in mezzo alla cascata e permette di salirci sopra con una scaletta scavata nella roccia. Da lì, con l’acqua che passa da tutte e due le parti, si capisce perché ci si viene.

Le case a graticcio di Stein am Rhein sul Reno
Stein am Rhein: le facciate affrescate della Rathausplatz · Foto di JoachimKohler-HB — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

A mezz’ora di treno più a est c’è Stein am Rhein, che è il borgo più fotografato della Svizzera del nord e che merita la fama. La piazza del municipio è circondata da case a graticcio con le facciate interamente affrescate nel Cinquecento e nel Seicento: ogni casa ha un nome — il Sole, il Bue Bianco, l’Aquila Rossa — e la pittura racconta quel nome. È piccolissima: si gira in un’ora, si pranza in riva al fiume e si torna.

7 – L’alternativa: Rapperswil in battello

Tempo mezza giornata o tutto il giorno · Battello circa 2 ore a tratta, sui 30 franchi andata e ritorno · In treno 35 minuti, se il battello non naviga

Il porto e il castello di Rapperswil
Rapperswil: il castello, il porto e la città delle rose in fondo al lago · Foto di Roland zh — CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Il modo lento è prendere il battello a Bürkliplatz e risalire tutto il lago fino a Rapperswil, in fondo: due ore d’acqua con le ville sulle rive, le colline e, sullo sfondo, le montagne. Il biglietto del battello è parte del sistema dei trasporti pubblici, non è una crociera turistica: ci va anche chi deve andare a lavorare.

Rapperswil si chiama «la città delle rose» e ha tre roseti pubblici con oltre quindicimila piante, uno dei quali è progettato per i non vedenti, con le varietà scelte per il profumo e i cartellini in braille. Sopra il paese c’è un castello medievale con la vista sul lago.

La cosa da fare, però, è il ponte di legno: ottocentoquaranta metri di passerella pedonale che attraversa il punto più stretto del lago fino a Hurden. È stato ricostruito nel 2001 sulla linea esatta di un ponte del 1523, che a sua volta stava dove ne passava uno molto più antico: sotto quelle acque gli archeologi hanno trovato i pali di villaggi palafitticoli preistorici, oggi patrimonio UNESCO. Si attraversa a piedi in venti minuti, con l’acqua da tutte e due le parti.

Mangiare in tre giorni senza svenarsi
La regola di Zurigo è una sola: mangiare bene a pranzo e leggero la sera, perché a mezzogiorno esiste il Tagesmenü, il menù del giorno per gli impiegati, che costa 20-28 franchi contro i 40 della carta. Il secondo giorno, le mense del Politecnico e dell’università sono aperte a tutti e hanno la vista migliore della città dalla terrazza. A Zürich West la Markthalle dentro il viadotto e i chioschi del Frau Gerolds Garten fanno cose buone a prezzi umani. E le fontane: oltre milleduecento in città, tutte potabili — a Zurigo comprare una bottiglia d’acqua è un errore da principianti.

Se piove

Il primo e il secondo giorno reggono: chiese, Kunsthaus, Landesmuseum e il viadotto coperto funzionano con qualunque tempo, e quello che si perde è solo l’Uetliberg — che con la nebbia non ha senso, perché ci si va per la vista. Il terzo giorno invece soffre: le cascate del Reno con la pioggia si vedono lo stesso, ma il battello sullo scoglio è sospeso quando la portata è troppo alta o il tempo è brutto, e Stein am Rhein senza sole perde molto. Regola pratica: guardate le previsioni la sera prima e scambiate il secondo e il terzo giorno, tenendo i musei per il giorno peggiore. Zurigo ha un clima che cambia in fretta, e un giorno di pioggia in mezzo è quasi garantito in ogni stagione.

Quanto costano i tre giorni

Voce Spesa
Fraumünster e torre del Grossmünster circa 10 franchi
Kunsthaus circa 24 franchi
Landesmuseum circa 13 franchi
Treno per le cascate del Reno e Stein am Rhein circa 45 franchi andata e ritorno
Battello allo scoglio delle cascate circa 12 franchi
oppure battello per Rapperswil, andata e ritorno circa 30 franchi
Lindenhof, St. Peter, Niederdorf, Zürich West, Uetliberg, lungolago gratis
Trasporti urbani, 2 giornalieri circa 18 franchi
Pasti, 3 giorni 150-250 franchi
Totale circa 280-420 franchi a persona

Cifre di riferimento a settembre 2026: verificate prima di partire. Il franco svizzero vale all’incirca quanto l’euro, ma il cambio oscilla: controllatelo. Con questo programma vale la pena valutare la Zürich Card (trasporti, sconti sui musei, battello) per i primi due giorni, e per il terzo il biglietto regionale, che spesso conviene comprare come Tageskarte di zona. In Svizzera i biglietti si controllano davvero e le multe sono alte.

Domande frequenti

Tre giorni a Zurigo sono troppi?

No, se il terzo lo passate fuori città. Il centro storico si vede in una giornata, il secondo giorno serve per il Kunsthaus e per Zürich West, il terzo per le cascate del Reno o per il lago. Se vi avanza un quarto giorno, non allungate su Zurigo: prendete un treno per Lucerna (un’ora) o per Berna (un’ora), che sono un’altra cosa.

Perché il Kunsthaus è così importante?

Perché ha la più grande raccolta di Alberto Giacometti al mondo e la più importante collezione di Munch fuori dalla Norvegia, oltre a Hodler, Füssli, Monet e Picasso. Dal 2021 ha una nuova ala di David Chipperfield che l’ha reso il più grande museo d’arte della Svizzera.

Che cos’è la questione della collezione Bührle?

La nuova ala del Kunsthaus ospita la raccolta di impressionisti di Emil Bührle, industriale delle armi che durante la Seconda guerra mondiale vendeva alla Germania nazista e che comprò opere in un mercato in cui molte provenivano da vendite forzate di famiglie ebraiche. Alcune sono state restituite, su altre la ricerca sulla provenienza è ancora in corso, e la città ha imposto al museo una revisione dei pannelli. È una discussione pubblica tuttora aperta in Svizzera.

Vale la pena andare alle cascate del Reno?

Sì, se avete una giornata e il tempo è buono: sono le cascate più grandi d’Europa per portata, centocinquanta metri di fronte e fino a seicento metri cubi al secondo in estate. Il momento migliore è giugno-luglio, con il disgelo. Prendete il battello che porta allo scoglio in mezzo alla cascata: si sale sopra con una scaletta ed è la cosa che vale il viaggio.

Meglio le cascate o Rapperswil?

Le cascate se volete qualcosa di spettacolare e potete abbinare Stein am Rhein, il borgo con le facciate affrescate. Rapperswil se preferite una giornata lenta: due ore di battello a risalire il lago, i roseti, il castello e il ponte di legno di ottocentoquaranta metri che si attraversa a piedi.

Che cos’è Zürich West?

L’ex zona industriale della città, riconvertita invece che demolita. Il pezzo migliore è l’Im Viadukt, un viadotto ferroviario del 1894 le cui trentasei arcate sono diventate negozi e mercato coperto, con i treni che passano sopra. Accanto ci sono la Freitag Tower — diciassette container impilati, terrazza panoramica gratuita — e il Frau Gerolds Garten. Andateci nel tardo pomeriggio.

Come si sale sull’Uetliberg?

Con il treno S10 dalla stazione centrale: venti minuti, e il biglietto urbano basta. Dalla stazione d’arrivo sono dieci minuti a piedi fino alla torre. Andateci per il tramonto. Dalla cima parte il Planetenweg, un sentiero in cresta di due ore fino a Felsenegg lungo il quale il sistema solare è riprodotto in scala uno a un miliardo.

Quanto costano tre giorni a Zurigo?

Fra 280 e 420 franchi a persona senza alloggio, con una delle due gite del terzo giorno compresa. La voce pesante sono i pasti: si contiene mangiando il menù del giorno a mezzogiorno, che costa circa la metà della carta, e bevendo alle fontane pubbliche, che sono oltre milleduecento e tutte potabili.

Si paga in euro?

La valuta è il franco svizzero, che vale all’incirca quanto l’euro. Molti negozi e ristoranti accettano gli euro, ma danno il resto in franchi a un cambio sfavorevole: conviene pagare con la carta, che è accettata ovunque, anche per importi piccoli.

Quando conviene andare a Zurigo?

Da maggio a settembre: i bagni sul fiume sono aperti, i battelli fanno più corse, il Frau Gerolds Garten è in funzione e le cascate del Reno sono al massimo della portata. Aprile e ottobre costano meno e vanno benissimo per i musei. In inverno la città funziona lo stesso, ma il terzo giorno perde molto.

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