Tre giorni a Torino si dividono da soli, perché la città è fatta di tre cose che non stanno insieme. C’è il centro sabaudo, che è una griglia di piazze e portici e si cammina in una giornata. Ci sono le residenze dei Savoia, che sono fuori città e sono patrimonio UNESCO, e vogliono un giorno intero solo per sé. E poi c’è il fatto che a mezz’ora da qui cominciano le Langhe, e che una collina di vigne è un modo perfettamente sensato di chiudere un viaggio.
Tre livelli, uno per giornata. Il secondo esce dalla città in due direzioni opposte, il terzo scende verso le colline.
6 km · 5 tappe · tutto a piedi, gran parte sotto i portici

Il primo giorno è il centro, ed è quello che farebbe chiunque avesse una giornata sola. La griglia aiuta: le cose stanno sui quattro assi che partono da piazza Castello e non ci si perde.
Tempo 5 ore · Spesa circa 33 € · Prenotate l’Egizio
Al centro della piazza, Palazzo Madama ha una facciata barocca di Juvarra davanti e un castello medievale dietro, costruito sulla porta romana orientale. Sul lato nord i Musei Reali: appartamenti dei Savoia, Armeria Reale in una galleria di settanta metri, e la Galleria Sabauda con van Eyck, Beato Angelico e Mantegna.

Cinque minuti a piedi e si entra nel Duomo, unica chiesa rinascimentale della città. Dietro l’altare, la Cappella della Sacra Sindone di Guarino Guarini, 1668-1694: una cupola di trentasei archi sfalsati che salgono a spirale e sembrano non finire. Un incendio la devastò nel 1997 e il restauro è durato ventun anni. La Sindone non è visibile: si espone solo durante le ostensioni, decise a distanza di anni.

Poi il Museo Egizio, che è il vero motivo per venire a Torino: fondato nel 1824, il più antico del mondo dedicato all’Egitto e secondo solo al Cairo per importanza. La tomba di Kha e Merit fu trovata intatta nel 1906, con dentro il corredo domestico completo di una famiglia del 1400 avanti Cristo. Servono tre ore.
Tempo 4 ore · Spesa circa 17 € · Spostamenti tutti a piedi

Piazza San Carlo è il salotto della città: rettangolare, porticata, chiusa da due chiese che sembrano identiche e non lo sono. Sotto i portici stanno i caffè storici, e nel pavimento del Caffè Torino c’è il toro di bronzo su cui si strofina il tacco per fortuna.

Da qui parte via Roma, interamente porticata. Torino ha circa diciotto chilometri di portici: nell’Ottocento la corte andava dal Palazzo Reale al Valentino senza bagnarsi.

La Mole Antonelliana nacque nel 1863 come sinagoga e finì in mano al Comune perché Antonelli continuava ad alzarla oltre gli accordi. Alta 167 metri, ospita il Museo Nazionale del Cinema, che si visita salendo lungo una rampa elicoidale. L’ascensore panoramico attraversa il vuoto dell’aula in cinquantanove secondi.
Poca strada a piedi, molti spostamenti · 3 tappe · la Venaria la mattina, Superga il pomeriggio
Le Residenze Sabaude sono patrimonio UNESCO dal 1997: una corona di palazzi e tenute di caccia costruita attorno a Torino nei due secoli in cui i Savoia hanno usato l’architettura come strumento politico. Due si visitano in una giornata, e stanno da parti opposte.
Tempo 4 ore con il parco · Biglietto circa 20 € reggia e giardini · Chiusa il lunedì

A nord della città, mezz’ora di navetta o di treno. La Venaria nacque nel Seicento come residenza di caccia, fu ampliata da Juvarra nel Settecento, e nell’Ottocento venne ridotta a caserma: quando i restauri sono cominciati, nel 1999, era un rudere. Il cantiere è durato otto anni ed è stato il più grande recupero di un bene culturale mai fatto in Europa.
La cosa da vedere è la Galleria Grande: una navata bianca di settantacinque metri, alta quindici, con due file di finestroni contrapposti e nessuna decorazione dipinta. Non ci sono quadri appesi ed è voluto: l’effetto lo fanno la luce e il ritmo delle campate. Cambia completamente a seconda dell’ora e del cielo.
Poi ci sono la Cappella di Sant’Uberto, sempre di Juvarra, le scuderie e i giardini, che sono ottanta ettari e si girano anche in navetta. Contate quattro ore per non correre.
Tempo 3 ore compreso il viaggio · Cremagliera circa 9 € andata e ritorno · Basilica gratis

Dall’altra parte della città, sulla collina a 670 metri. La basilica di Superga è di Juvarra, 1717-1731, e fu costruita per sciogliere un voto di Vittorio Amedeo II dopo la vittoria sull’assedio francese del 1706. Sotto, nelle tombe reali, sono sepolti quasi tutti i Savoia da quel momento in poi.
Ci si sale con una tranvia a dentiera che parte da Sassi ed è in servizio dal 1884: diciotto minuti in mezzo al bosco su vetture d’epoca. Il viaggio è metà del motivo per andarci.
Sul retro della basilica c’è il muraglione contro cui, il 4 maggio 1949, si schiantò nella nebbia l’aereo che riportava a casa il Grande Torino. Morirono tutte le trentuno persone a bordo, e con loro la squadra che aveva vinto cinque scudetti di fila e che formava quasi per intero la nazionale italiana. C’è una lapide con i nomi ed è il punto più visitato della collina.
Dalla terrazza, nelle giornate limpide, si vede tutta la pianura e l’arco alpino dal Monviso al Monte Rosa.
Tempo 1 ora e mezza · Gratis · Sulla riva sinistra del Po

Se resta luce, il Parco del Valentino chiude bene la giornata. Dentro c’è il Borgo Medievale, che non è medievale affatto: fu costruito nel 1884 per l’Esposizione Generale Italiana come riproduzione a grandezza naturale di un borgo piemontese del Quattrocento, copiando pezzo per pezzo castelli e case reali della regione. Doveva essere smontato a fine mostra e non lo hanno mai fatto. Si attraversa gratis.
Una giornata intera · Alba è a un’ora e mezza, la Sacra a un’ora
Il terzo giorno si esce, e le due direzioni sono opposte anche come carattere: le Langhe se volete colline, vino e un pranzo lungo; la Sacra di San Michele se preferite una montagna, una scalinata e un’abbazia appesa a uno strapiombo.
Viaggio 1 ora e mezza in treno o in auto · Meglio in auto per girare fra i paesi · Cantine su prenotazione
A sud di Torino cominciano le Langhe, colline di vigne che dal 2014 sono patrimonio UNESCO insieme al Roero e al Monferrato. Alba è la capitale: un centro medievale con torri, e da metà ottobre a inizio dicembre la fiera del tartufo bianco, che è il momento in cui la città costa e vale di più.
Attorno stanno i paesi del Barolo — Barolo, La Morra, Serralunga, Monforte, Castiglione Falletto — ognuno su un cocuzzolo, ognuno con un castello e una vista. La Morra ha il belvedere più largo; Barolo ha un museo del vino dentro il castello; Grinzane Cavour era la tenuta di Cavour ed è anch’essa UNESCO.
Le cantine si visitano quasi tutte su prenotazione, spesso con degustazione a pagamento fra i quindici e i trenta euro. In auto ricordate che chi guida non beve: molte cantine lo dicono chiaramente e offrono sputacchiera e acqua.
Nota pratica: in treno ad Alba si arriva, ma per girare fra i paesi delle Langhe serve l’auto o un tour organizzato. I collegamenti fra un paese e l’altro sono pochissimi.
Viaggio 1 ora · Biglietto circa 8 € · Ultimo tratto in salita, a piedi o in auto
All’imbocco della Val di Susa, a novecentosessanta metri, un’abbazia costruita attorno all’anno Mille sulla cima del monte Pirchiriano, appoggiata direttamente sulla roccia. È il monumento simbolo del Piemonte e sta su una linea immaginaria che collega Mont Saint-Michel in Normandia e il santuario di San Michele sul Gargano.
Ci si arriva salendo lo Scalone dei Morti, una rampa scavata nella roccia che passa accanto a nicchie dove un tempo erano esposti gli scheletri dei monaci. In cima, la chiesa è costruita in parte a sbalzo sul vuoto: da una finestra si guarda giù per centinaia di metri.
Umberto Eco ci è stato e da qui ha preso l’idea dell’abbazia del Nome della rosa. Il posto lo giustifica.
Conviene stare dentro il quadrato fra piazza Castello, piazza San Carlo e Porta Nuova: tutto quello che serve è a piedi, i portici coprono gli spostamenti e la stazione è lì.
Il Quadrilatero Romano costa un po’ meno ed è il quartiere più vivo la sera, ma proprio per questo è rumoroso. La zona di San Salvario, dietro Porta Nuova, ha prezzi bassi e ristoranti, ed è comodissima per il treno; di notte è movimentata. La Crocetta è residenziale, tranquilla e a dieci minuti a piedi dal centro.
Torino ha molte fiere e saloni — il Salone del Libro a maggio, Terra Madre, il Salone del Gusto — e in quelle settimane gli alberghi si riempiono e i prezzi salgono. Controllate il calendario prima di scegliere le date.
| Voce | Costo indicativo |
|---|---|
| Museo Egizio | circa 18 € |
| Museo del Cinema con ascensore della Mole | circa 17 € |
| Musei Reali | circa 15 € |
| Reggia di Venaria, reggia e giardini | circa 20 € |
| Tranvia a cremagliera per Superga, andata e ritorno | circa 9 € |
| Duomo, Cappella della Sindone, Valentino, Borgo Medievale | gratis |
| Treno per Alba, andata e ritorno | 12-18 € |
| Degustazione in cantina nelle Langhe | 15-30 € |
| Pranzi, tre giorni | 50-80 € |
| Cene, tre giorni | 90-140 € |
| Totale a persona, tre giorni | 200-320 € |
Alloggio escluso. Cifre di riferimento ad agosto 2026: verificate sui siti ufficiali prima di partire. Con tre musei o più, la Torino+Piemonte Card si ripaga e comprende anche la Venaria.
Il centro si fa a piedi e i portici coprono quasi tutti gli assi. La metropolitana automatica ha una linea sola e collega Porta Susa, Porta Nuova e il Lingotto; il biglietto urbano costa circa 1,90 €, il giornaliero attorno ai 4,50 €.
Per la Venaria c’è una navetta dal centro, oppure il treno da Torino Dora con quindici minuti a piedi all’arrivo. Per Superga serve la cremagliera da Sassi, raggiungibile con il tram 15.
Per il terzo giorno: Alba si raggiunge in treno con un cambio ad Asti o a Bra, un’ora e mezza; ma per girare fra i paesi delle Langhe l’auto è quasi indispensabile. Per la Sacra di San Michele, treno fino ad Avigliana e poi bus o taxi, oppure auto fino al parcheggio e venti minuti di salita a piedi.
Dall’aeroporto di Caselle il treno arriva a Torino Dora in una ventina di minuti. In treno: Milano un’ora, Genova un’ora e quaranta.
No, se si esce dal centro. Il primo giorno basta per la città sabauda con il Museo Egizio e la Mole; il secondo serve alle residenze dei Savoia, che sono fuori città e sono patrimonio UNESCO; il terzo rende molto di più speso nelle Langhe o alla Sacra di San Michele.
Sì, ed è una mezza giornata piena. Il restauro, cominciato nel 1999 su un edificio ridotto a rudere, è stato il più grande recupero di un bene culturale mai realizzato in Europa. La Galleria Grande di Juvarra — settantacinque metri di finestre e nessun quadro appeso — vale da sola il viaggio. Aggiungete i giardini, che sono ottanta ettari.
Le Langhe se volete colline, cantine e un pranzo lungo: sono patrimonio UNESCO dal 2014 e Alba è a un’ora e mezza, ma per girare fra i paesi del Barolo serve l’auto. La Sacra di San Michele se preferite una giornata in montagna: un’abbazia dell’anno Mille appoggiata sulla roccia a novecentosessanta metri, un’ora da Torino, che ha ispirato l’abbazia del Nome della rosa.
Fra 200 e 320 euro a persona per tre giorni senza l’alloggio, con i musei principali e la gita fuori porta. La spesa maggiore sono i musei: se ne visitate tre o più, la Torino+Piemonte Card si ripaga e include anche la Venaria.
Con la tranvia a dentiera che parte da Sassi, in servizio dal 1884: diciotto minuti nel bosco su vetture d’epoca, circa nove euro andata e ritorno. A Sassi si arriva con il tram 15. La basilica è gratuita, le tombe reali si visitano a pagamento.
Nel quadrato fra piazza Castello, piazza San Carlo e Porta Nuova: tutto è a piedi e i portici coprono gli spostamenti. Il Quadrilatero Romano costa meno ed è vivo la sera, ma è rumoroso; San Salvario è economico e comodo alla stazione; la Crocetta è tranquilla e residenziale.
Da settembre a giugno. D’inverno, dopo il vento, si vedono le Alpi dal centro città, e i portici rendono la pioggia irrilevante. D’estate fa caldo umido e la città si svuota. Attenzione alle settimane del Salone del Libro a maggio e degli altri grandi saloni, quando gli alberghi si riempiono.
Una corona di palazzi e tenute di caccia costruita dai Savoia dentro e attorno a Torino fra Cinquecento e Settecento, inserita nel patrimonio mondiale UNESCO nel 1997. Comprende il Palazzo Reale, Palazzo Madama, la Reggia di Venaria, la Palazzina di Stupinigi, il castello di Racconigi e altre. In tre giorni se ne visitano due o tre.
Agosto 25, 2026