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Torino in 3 giorni: il centro sabaudo, le regge UNESCO e le Langhe

Tre giorni a Torino si dividono da soli, perché la città è fatta di tre cose che non stanno insieme. C’è il centro sabaudo, che è una griglia di piazze e portici e si cammina in una giornata. Ci sono le residenze dei Savoia, che sono fuori città e sono patrimonio UNESCO, e vogliono un giorno intero solo per sé. E poi c’è il fatto che a mezz’ora da qui cominciano le Langhe, e che una collina di vigne è un modo perfettamente sensato di chiudere un viaggio.

In sintesi

  • Durata · tre giorni pieni, uno in città, uno fra le residenze, uno fuori
  • Quanto si cammina · circa 6 km il primo giorno, meno gli altri due ma con più spostamenti
  • Da prenotare · il Museo Egizio e l’ascensore della Mole; la Venaria solo nei fine settimana
  • Budget · 200-320 € a persona per i tre giorni, alloggio escluso
  • Dove dormire · fra piazza Castello e piazza San Carlo, o in zona Quadrilatero
  • Quando andare · da settembre a giugno; d’inverno si vedono le Alpi, d’estate la città si svuota e fa caldo umido
  • Cosa resta fuori · Stupinigi, il Museo dell’Automobile, il Lingotto: sono un quarto giorno

Tre livelli, uno per giornata. Il secondo esce dalla città in due direzioni opposte, il terzo scende verso le colline.

Giorno 1 — Il centro sabaudo

6 km · 5 tappe · tutto a piedi, gran parte sotto i portici

Palazzo Madama in piazza Castello
Palazzo Madama: da un lato Juvarra, dall’altro un castello medievale · Foto di ChriTurba — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il primo giorno è il centro, ed è quello che farebbe chiunque avesse una giornata sola. La griglia aiuta: le cose stanno sui quattro assi che partono da piazza Castello e non ci si perde.

Mattina – piazza Castello, la Sindone, l’Egizio

Tempo 5 ore · Spesa circa 33 € · Prenotate l’Egizio

Al centro della piazza, Palazzo Madama ha una facciata barocca di Juvarra davanti e un castello medievale dietro, costruito sulla porta romana orientale. Sul lato nord i Musei Reali: appartamenti dei Savoia, Armeria Reale in una galleria di settanta metri, e la Galleria Sabauda con van Eyck, Beato Angelico e Mantegna.

La cattedrale di San Giovanni Battista, dove si conserva la Sindone
Il Duomo: dietro l’altare c’è la cappella di Guarini · Foto di Pufui PcPifpef — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Cinque minuti a piedi e si entra nel Duomo, unica chiesa rinascimentale della città. Dietro l’altare, la Cappella della Sacra Sindone di Guarino Guarini, 1668-1694: una cupola di trentasei archi sfalsati che salgono a spirale e sembrano non finire. Un incendio la devastò nel 1997 e il restauro è durato ventun anni. La Sindone non è visibile: si espone solo durante le ostensioni, decise a distanza di anni.

L’ingresso del Museo Egizio con le statue di Sekhmet
Il Museo Egizio: secondo al mondo dopo il Cairo, e aperto dal 1824 · Foto di Georgius LXXXIX at Italian Wikipedia — Public domain, via Wikimedia Commons

Poi il Museo Egizio, che è il vero motivo per venire a Torino: fondato nel 1824, il più antico del mondo dedicato all’Egitto e secondo solo al Cairo per importanza. La tomba di Kha e Merit fu trovata intatta nel 1906, con dentro il corredo domestico completo di una famiglia del 1400 avanti Cristo. Servono tre ore.

Dove pranzare
Nel Quadrilatero Romano, dietro il Duomo: agnolotti del plin fra i dodici e i sedici euro, vitello tonnato attorno ai dodici. Oppure al banco di un caffè storico, con un tramezzino: è stato inventato qui, al Mulassano, nel 1925.

Pomeriggio – San Carlo, i portici, la Mole

Tempo 4 ore · Spesa circa 17 € · Spostamenti tutti a piedi

Le chiese gemelle di piazza San Carlo
Le chiese «gemelle» di piazza San Carlo: hanno facciate diverse · Foto di Anna Eden 86 — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Piazza San Carlo è il salotto della città: rettangolare, porticata, chiusa da due chiese che sembrano identiche e non lo sono. Sotto i portici stanno i caffè storici, e nel pavimento del Caffè Torino c’è il toro di bronzo su cui si strofina il tacco per fortuna.

Il portico di via Roma, nel centro di Torino
Diciotto chilometri di portici, dodici dei quali collegati fra loro · Foto di Uccio “Uccio2” D’Ago… — CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Da qui parte via Roma, interamente porticata. Torino ha circa diciotto chilometri di portici: nell’Ottocento la corte andava dal Palazzo Reale al Valentino senza bagnarsi.

La Mole Antonelliana, simbolo di Torino
La Mole: 167 metri, e doveva essere una sinagoga · Foto di R.D. — CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

La Mole Antonelliana nacque nel 1863 come sinagoga e finì in mano al Comune perché Antonelli continuava ad alzarla oltre gli accordi. Alta 167 metri, ospita il Museo Nazionale del Cinema, che si visita salendo lungo una rampa elicoidale. L’ascensore panoramico attraversa il vuoto dell’aula in cinquantanove secondi.

La sera · via Po scende dritta al fiume e sbocca in piazza Vittorio, la più grande piazza porticata d’Europa. L’aperitivo è nato qui: nel 1786 Carpano inventò il vermouth sotto i portici di piazza Castello. Otto-dodici euro e il buffet è compreso.

Giorno 2 — Le residenze sabaude e il fiume

Poca strada a piedi, molti spostamenti · 3 tappe · la Venaria la mattina, Superga il pomeriggio

Le Residenze Sabaude sono patrimonio UNESCO dal 1997: una corona di palazzi e tenute di caccia costruita attorno a Torino nei due secoli in cui i Savoia hanno usato l’architettura come strumento politico. Due si visitano in una giornata, e stanno da parti opposte.

Mattina – la Reggia di Venaria Reale

Tempo 4 ore con il parco · Biglietto circa 20 € reggia e giardini · Chiusa il lunedì

La Galleria Grande di Juvarra alla Reggia di Venaria Reale
La Galleria Grande: settantacinque metri di finestre, e nessun quadro · Foto di Guilhem Vellut from Annecy, France — CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

A nord della città, mezz’ora di navetta o di treno. La Venaria nacque nel Seicento come residenza di caccia, fu ampliata da Juvarra nel Settecento, e nell’Ottocento venne ridotta a caserma: quando i restauri sono cominciati, nel 1999, era un rudere. Il cantiere è durato otto anni ed è stato il più grande recupero di un bene culturale mai fatto in Europa.

La cosa da vedere è la Galleria Grande: una navata bianca di settantacinque metri, alta quindici, con due file di finestroni contrapposti e nessuna decorazione dipinta. Non ci sono quadri appesi ed è voluto: l’effetto lo fanno la luce e il ritmo delle campate. Cambia completamente a seconda dell’ora e del cielo.

Poi ci sono la Cappella di Sant’Uberto, sempre di Juvarra, le scuderie e i giardini, che sono ottanta ettari e si girano anche in navetta. Contate quattro ore per non correre.

Dove pranzare
Il borgo di Venaria, davanti alla reggia, ha trattorie piemontesi a prezzi normali, e si mangia meglio che nei punti ristoro interni. In alternativa si torna in città e si pranza al volo prima di salire a Superga.

Pomeriggio – Superga con la cremagliera

Tempo 3 ore compreso il viaggio · Cremagliera circa 9 € andata e ritorno · Basilica gratis

La basilica di Superga sulla collina torinese
Superga a 670 metri: Juvarra la costruì per un voto di guerra · Foto di TravelTheWorld — CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Dall’altra parte della città, sulla collina a 670 metri. La basilica di Superga è di Juvarra, 1717-1731, e fu costruita per sciogliere un voto di Vittorio Amedeo II dopo la vittoria sull’assedio francese del 1706. Sotto, nelle tombe reali, sono sepolti quasi tutti i Savoia da quel momento in poi.

Ci si sale con una tranvia a dentiera che parte da Sassi ed è in servizio dal 1884: diciotto minuti in mezzo al bosco su vetture d’epoca. Il viaggio è metà del motivo per andarci.

Sul retro della basilica c’è il muraglione contro cui, il 4 maggio 1949, si schiantò nella nebbia l’aereo che riportava a casa il Grande Torino. Morirono tutte le trentuno persone a bordo, e con loro la squadra che aveva vinto cinque scudetti di fila e che formava quasi per intero la nazionale italiana. C’è una lapide con i nomi ed è il punto più visitato della collina.

Dalla terrazza, nelle giornate limpide, si vede tutta la pianura e l’arco alpino dal Monviso al Monte Rosa.

Se piove · saltate Superga, che senza panorama perde metà del senso, e usate il pomeriggio per il Museo dell’Automobile, che è uno dei più belli d’Europa nel suo genere, o per il Lingotto, la fabbrica Fiat del 1923 con la pista di collaudo sul tetto e la Pinacoteca Agnelli nello scrigno sospeso.

Fine giornata – il Parco del Valentino

Tempo 1 ora e mezza · Gratis · Sulla riva sinistra del Po

Il Borgo Medievale sul Po, nel Parco del Valentino
Il Borgo Medievale: una copia del Quattrocento costruita nel 1884 · Foto di Wikimedia Commons — CC BY-SA 2.5, via Wikimedia Commons

Se resta luce, il Parco del Valentino chiude bene la giornata. Dentro c’è il Borgo Medievale, che non è medievale affatto: fu costruito nel 1884 per l’Esposizione Generale Italiana come riproduzione a grandezza naturale di un borgo piemontese del Quattrocento, copiando pezzo per pezzo castelli e case reali della regione. Doveva essere smontato a fine mostra e non lo hanno mai fatto. Si attraversa gratis.

Giorno 3 — Fuori città: le Langhe o la Sacra di San Michele

Una giornata intera · Alba è a un’ora e mezza, la Sacra a un’ora

Il terzo giorno si esce, e le due direzioni sono opposte anche come carattere: le Langhe se volete colline, vino e un pranzo lungo; la Sacra di San Michele se preferite una montagna, una scalinata e un’abbazia appesa a uno strapiombo.

Le Langhe – Alba, Barolo e le colline UNESCO

Viaggio 1 ora e mezza in treno o in auto · Meglio in auto per girare fra i paesi · Cantine su prenotazione

A sud di Torino cominciano le Langhe, colline di vigne che dal 2014 sono patrimonio UNESCO insieme al Roero e al Monferrato. Alba è la capitale: un centro medievale con torri, e da metà ottobre a inizio dicembre la fiera del tartufo bianco, che è il momento in cui la città costa e vale di più.

Attorno stanno i paesi del Barolo — Barolo, La Morra, Serralunga, Monforte, Castiglione Falletto — ognuno su un cocuzzolo, ognuno con un castello e una vista. La Morra ha il belvedere più largo; Barolo ha un museo del vino dentro il castello; Grinzane Cavour era la tenuta di Cavour ed è anch’essa UNESCO.

Le cantine si visitano quasi tutte su prenotazione, spesso con degustazione a pagamento fra i quindici e i trenta euro. In auto ricordate che chi guida non beve: molte cantine lo dicono chiaramente e offrono sputacchiera e acqua.

Nota pratica: in treno ad Alba si arriva, ma per girare fra i paesi delle Langhe serve l’auto o un tour organizzato. I collegamenti fra un paese e l’altro sono pochissimi.

La Sacra di San Michele – un’abbazia su uno strapiombo

Viaggio 1 ora · Biglietto circa 8 € · Ultimo tratto in salita, a piedi o in auto

All’imbocco della Val di Susa, a novecentosessanta metri, un’abbazia costruita attorno all’anno Mille sulla cima del monte Pirchiriano, appoggiata direttamente sulla roccia. È il monumento simbolo del Piemonte e sta su una linea immaginaria che collega Mont Saint-Michel in Normandia e il santuario di San Michele sul Gargano.

Ci si arriva salendo lo Scalone dei Morti, una rampa scavata nella roccia che passa accanto a nicchie dove un tempo erano esposti gli scheletri dei monaci. In cima, la chiesa è costruita in parte a sbalzo sul vuoto: da una finestra si guarda giù per centinaia di metri.

Umberto Eco ci è stato e da qui ha preso l’idea dell’abbazia del Nome della rosa. Il posto lo giustifica.

Terza opzione · la Palazzina di caccia di Stupinigi, altra residenza sabauda UNESCO, mezz’ora dal centro: un rondò ovale di Juvarra con il cervo di bronzo sul tetto e un salone che è forse la stanza barocca più bella del Piemonte. Mezza giornata, e si torna in città per pranzo.

Dove dormire

Conviene stare dentro il quadrato fra piazza Castello, piazza San Carlo e Porta Nuova: tutto quello che serve è a piedi, i portici coprono gli spostamenti e la stazione è lì.

Il Quadrilatero Romano costa un po’ meno ed è il quartiere più vivo la sera, ma proprio per questo è rumoroso. La zona di San Salvario, dietro Porta Nuova, ha prezzi bassi e ristoranti, ed è comodissima per il treno; di notte è movimentata. La Crocetta è residenziale, tranquilla e a dieci minuti a piedi dal centro.

Torino ha molte fiere e saloni — il Salone del Libro a maggio, Terra Madre, il Salone del Gusto — e in quelle settimane gli alberghi si riempiono e i prezzi salgono. Controllate il calendario prima di scegliere le date.

Quanto costa

Voce Costo indicativo
Museo Egizio circa 18 €
Museo del Cinema con ascensore della Mole circa 17 €
Musei Reali circa 15 €
Reggia di Venaria, reggia e giardini circa 20 €
Tranvia a cremagliera per Superga, andata e ritorno circa 9 €
Duomo, Cappella della Sindone, Valentino, Borgo Medievale gratis
Treno per Alba, andata e ritorno 12-18 €
Degustazione in cantina nelle Langhe 15-30 €
Pranzi, tre giorni 50-80 €
Cene, tre giorni 90-140 €
Totale a persona, tre giorni 200-320 €

Alloggio escluso. Cifre di riferimento ad agosto 2026: verificate sui siti ufficiali prima di partire. Con tre musei o più, la Torino+Piemonte Card si ripaga e comprende anche la Venaria.

Come muoversi

Il centro si fa a piedi e i portici coprono quasi tutti gli assi. La metropolitana automatica ha una linea sola e collega Porta Susa, Porta Nuova e il Lingotto; il biglietto urbano costa circa 1,90 €, il giornaliero attorno ai 4,50 €.

Per la Venaria c’è una navetta dal centro, oppure il treno da Torino Dora con quindici minuti a piedi all’arrivo. Per Superga serve la cremagliera da Sassi, raggiungibile con il tram 15.

Per il terzo giorno: Alba si raggiunge in treno con un cambio ad Asti o a Bra, un’ora e mezza; ma per girare fra i paesi delle Langhe l’auto è quasi indispensabile. Per la Sacra di San Michele, treno fino ad Avigliana e poi bus o taxi, oppure auto fino al parcheggio e venti minuti di salita a piedi.

Dall’aeroporto di Caselle il treno arriva a Torino Dora in una ventina di minuti. In treno: Milano un’ora, Genova un’ora e quaranta.

Domande frequenti

Tre giorni a Torino sono troppi?

No, se si esce dal centro. Il primo giorno basta per la città sabauda con il Museo Egizio e la Mole; il secondo serve alle residenze dei Savoia, che sono fuori città e sono patrimonio UNESCO; il terzo rende molto di più speso nelle Langhe o alla Sacra di San Michele.

Vale la pena andare alla Reggia di Venaria?

Sì, ed è una mezza giornata piena. Il restauro, cominciato nel 1999 su un edificio ridotto a rudere, è stato il più grande recupero di un bene culturale mai realizzato in Europa. La Galleria Grande di Juvarra — settantacinque metri di finestre e nessun quadro appeso — vale da sola il viaggio. Aggiungete i giardini, che sono ottanta ettari.

Langhe o Sacra di San Michele come gita da Torino?

Le Langhe se volete colline, cantine e un pranzo lungo: sono patrimonio UNESCO dal 2014 e Alba è a un’ora e mezza, ma per girare fra i paesi del Barolo serve l’auto. La Sacra di San Michele se preferite una giornata in montagna: un’abbazia dell’anno Mille appoggiata sulla roccia a novecentosessanta metri, un’ora da Torino, che ha ispirato l’abbazia del Nome della rosa.

Quanto costa un weekend lungo a Torino?

Fra 200 e 320 euro a persona per tre giorni senza l’alloggio, con i musei principali e la gita fuori porta. La spesa maggiore sono i musei: se ne visitate tre o più, la Torino+Piemonte Card si ripaga e include anche la Venaria.

Come si arriva a Superga?

Con la tranvia a dentiera che parte da Sassi, in servizio dal 1884: diciotto minuti nel bosco su vetture d’epoca, circa nove euro andata e ritorno. A Sassi si arriva con il tram 15. La basilica è gratuita, le tombe reali si visitano a pagamento.

In quale zona conviene dormire a Torino?

Nel quadrato fra piazza Castello, piazza San Carlo e Porta Nuova: tutto è a piedi e i portici coprono gli spostamenti. Il Quadrilatero Romano costa meno ed è vivo la sera, ma è rumoroso; San Salvario è economico e comodo alla stazione; la Crocetta è tranquilla e residenziale.

Quando conviene andare a Torino?

Da settembre a giugno. D’inverno, dopo il vento, si vedono le Alpi dal centro città, e i portici rendono la pioggia irrilevante. D’estate fa caldo umido e la città si svuota. Attenzione alle settimane del Salone del Libro a maggio e degli altri grandi saloni, quando gli alberghi si riempiono.

Che cosa sono le Residenze Sabaude?

Una corona di palazzi e tenute di caccia costruita dai Savoia dentro e attorno a Torino fra Cinquecento e Settecento, inserita nel patrimonio mondiale UNESCO nel 1997. Comprende il Palazzo Reale, Palazzo Madama, la Reggia di Venaria, la Palazzina di Stupinigi, il castello di Racconigi e altre. In tre giorni se ne visitano due o tre.

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