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New York in 5 giorni: con Brooklyn, Coney Island e il Queens

Con cinque giorni New York smette di essere Manhattan. I primi tre restano quelli dell’itinerario breve, poi si attraversa il fiume: un giorno intero a Brooklyn, che se fosse una città a sé sarebbe la quarta degli Stati Uniti, dai quartieri di case basse fino alla spiaggia di Coney Island; e un giorno nel Queens o nel Bronx, che sono i due posti dove i turisti non vanno mai e dove vive metà della città. Il Queens da solo è il distretto più multietnico del pianeta: ci si parlano oltre centosessanta lingue. È l’unico modo di capire come funziona davvero questa città.

In sintesi

  • Durata · cinque giorni pieni, con base unica a New York
  • Quanto si cammina · 8-11 km al giorno, in piano
  • Da prenotare · il grattacielo panoramico e il traghetto per la Statua della Libertà; la corona mesi prima
  • Budget · 500-750 dollari a persona per i cinque giorni, alloggio escluso
  • Trasporti · sempre metropolitana, 2,90 $ a corsa: dopo 12 corse in una settimana tutte le altre sono gratis, e con cinque giorni ci arrivate di sicuro
  • Da sapere · per Coney Island e il Bronx servono 45-60 minuti di metropolitana a tratta: sono giornate, non mezze giornate
  • Cosa resta comunque fuori · Staten Island, i Catskills, Washington: sono un altro viaggio

Un colore per giornata. Gli ultimi due giorni sono fuori Manhattan: Brooklyn a sud, il Queens a est.

I primi tre giorni

Restano quelli dell’itinerario da tre giorni. Chi arriva qui da lì può saltare direttamente al quarto.

Giorno 1 – Midtown, il parco e il ponte

10 km · Grand Central, Top of the Rock, Times Square, Central Park, ponte di Brooklyn, Dumbo

L’Empire State Building al tramonto visto dal Top of the Rock
Dal Top of the Rock si vede l’Empire State Building, che dall’Empire State ovviamente manca · Foto di Dllu — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La giornata classica: una stazione che è un monumento, un solo grattacielo panoramico scelto bene, il parco più famoso del mondo e la traversata del ponte al tramonto verso Brooklyn.

Giorno 2 – La punta dell’isola

9 km · Statua della Libertà, Ellis Island, Wall Street, memoriale dell’11 settembre, High Line, Greenwich Village

La Statua della Libertà su Liberty Island
La Statua della Libertà: struttura interna di Gustave Eiffel, tre anni prima della sua torre · Foto di William Warby — CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

La mattina in traghetto, con Ellis Island che per un visitatore europeo pesa più della statua: dodici milioni di immigrati passati da quel salone fra il 1892 e il 1954. Pomeriggio al memoriale e poi a piedi sulla High Line fino al Village.

Giorno 3 – I musei e Harlem

8 km · Metropolitan oppure MoMA, Museum Mile, Harlem e l’Apollo Theater

L’insegna al neon dell’Apollo Theater sulla 125esima strada
L’Apollo Theater: la sera dell’Amateur Night decide il pubblico, e fischia · Foto di Hans Joachim Dudeck — CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Un grande museo la mattina — uno solo, non due — e il pomeriggio verso nord, fino ad Harlem, che sta a venti minuti di metropolitana da Central Park ed è un’altra città.

Giorno 4 — Brooklyn, dai quartieri al mare

9 km · 3 tappe · dalle 9:30 alle 23 · si scende verso sud per tutto il giorno

Brooklyn ha due milioni e seicentomila abitanti: se fosse una città separata sarebbe la quarta degli Stati Uniti, dopo New York, Los Angeles e Chicago. Fino al 1898 lo era davvero, e l’annessione a New York qui viene ancora chiamata la grande sciagura, metà per scherzo.

Mattina – Williamsburg

Tempo 3 ore · Gratis · Metro L fino a Bedford Av, una fermata da Manhattan

Williamsburg è il quartiere che negli anni Duemila ha fatto da modello a tutti i quartieri «di tendenza» d’Europa: magazzini industriali diventati caffè, birrifici, negozi di dischi e di vestiti usati. Oggi è caro e in parte già passato di moda, e il fenomeno si è spostato più a est, a Bushwick, dove ci sono i murales.

La cosa che rende Williamsburg più interessante di un quartiere alla moda è che nella stessa zona, poche strade più a sud, vive una delle più grandi comunità ebraiche chassidiche del mondo fuori da Israele, arrivata dopo la guerra dall’Ungheria e dalla Romania: insegne in yiddish, negozi che chiudono il venerdì pomeriggio, autobus privati. Due mondi che condividono lo stesso codice di avviamento postale e quasi non si parlano.

Da non perdere: il lungofiume del Domino Park, costruito dove stava la raffineria di zucchero Domino — le strutture industriali sono state lasciate come sculture — con la vista frontale su Manhattan; e il Brooklyn Brewery, in un ex deposito.

Primo pomeriggio – Prospect Park e Park Slope

Tempo 2 ore e mezza · Parco e Giardino Botanico: il parco gratis, il giardino circa 18 $ · Metro L e poi 2 o 3 fino a Grand Army Plaza

Una brownstone di Park Slope, a Brooklyn
Le brownstone di Park Slope: arenaria rossa, scalinata d’ingresso, e file intere identiche · Foto di Ajay Suresh from New York, NY, USA — CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Prospect Park è l’altro parco di Olmsted e Vaux, aperto nel 1867, nove anni dopo Central Park. I due progettisti lo consideravano il loro lavoro migliore: qui avevano imparato dagli errori, e potevano lavorare su un terreno senza strade da attraversare. È meno famoso, meno affollato e più bello di quanto ci si aspetti, con la Long Meadow, un prato lungo un chilometro e mezzo senza un edificio in vista.

Intorno c’è Park Slope, il quartiere delle brownstone: le case a schiera di arenaria rossa con la scalinata esterna, il stoop, che è l’immagine di Brooklyn nei film. Sono di fine Ottocento, costruite in serie per la borghesia che scappava da Manhattan, e quel colore viene da una pietra estratta nel New Jersey e nel Connecticut. Sedersi sui gradini di casa a chiacchierare con i vicini è un’abitudine locale con un nome proprio, stoop sitting.

Se avete tempo per una cosa sola dentro il parco, il Brooklyn Botanic Garden: ha un giardino giapponese del 1915, il più antico degli Stati Uniti fuori da un’esposizione, e a fine aprile la fioritura dei ciliegi con oltre duecento alberi.

Sera – Coney Island

Tempo 3-4 ore · Spiaggia e lungomare gratis, giostre a gettone · Metro D, F, N o Q fino a Coney Island – Stillwell Av, 40 minuti

Il lungomare di Coney Island con la Wonder Wheel
Coney Island: il lungomare, le giostre e la Wonder Wheel, che gira dal 1920 · Foto di Kris Arnold — CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Quaranta minuti di metropolitana e New York finisce nel mare aperto. Coney Island fra Otto e Novecento era il più grande luna park del mondo, con tre parchi di divertimento in concorrenza fra loro e un’illuminazione elettrica che si vedeva dalle navi: la gente ci veniva per vedere la luce, quando in casa non ce l’aveva. Poi decenni di decadenza, e da una ventina d’anni una lenta rinascita.

Le cose vere rimaste sono tre: il Cyclone, montagne russe di legno del 1927 ancora in funzione, dichiarate monumento storico, che sballottano come allora; la Wonder Wheel del 1920, una ruota panoramica con le cabine che scorrono su binari verso l’interno mentre gira; e il Riegelmann Boardwalk, quattro chilometri di passeggiata di legno sul mare.

Si mangia un hot dog da Nathan’s, che è qui dal 1916: ogni 4 luglio ci si tiene la gara di mangiatori di hot dog, che la televisione americana trasmette in diretta come fosse uno sport. Accanto c’è il New York Aquarium, buono con i bambini.

Coney Island è stagionale: le giostre girano da fine marzo a ottobre, con orari ridotti in primavera e in autunno. D’inverno restano la spiaggia, il lungomare vuoto e un’atmosfera da film malinconico — che a qualcuno piace anche di più.

Giorno 5 — Il Queens, e la funivia

8 km · 3 tappe · dalle 10 alle 22 · il giorno che nessun turista fa

Il Queens è il distretto più grande di New York per superficie e il più vario del pianeta: ci vivono due milioni e trecentomila persone e ci si parlano oltre centosessanta lingue. Circa metà dei residenti è nata all’estero. Non ha un centro, non ha un monumento simbolo, e proprio per questo è la giornata più interessante di tutte e cinque.

Mattina – Long Island City e Astoria

Tempo 3 ore · MoMA PS1 circa 10 $, Museo dell’immagine in movimento circa 20 $ · Metro 7 fino a Court Sq, oppure N o W per Astoria

Long Island City sta esattamente di fronte a Midtown, dall’altra parte dell’East River, e ha la vista più bella sui grattacieli di tutta la città: si va al Gantry Plaza State Park, dove sono rimaste in piedi le vecchie gru per caricare i vagoni sulle chiatte, e da lì Manhattan si vede intera. È anche il posto della famosa insegna al neon Pepsi-Cola, del 1940, salvata e rimessa sul lungofiume come monumento.

Qui c’è il MoMA PS1, la sede sperimentale del MoMA dentro una scuola pubblica dell’Ottocento: arte contemporanea di quella scomoda, molto più interessante della sede principale se avete già visto abbastanza quadri.

Ad Astoria, accanto, c’è la comunità greca più grande fuori dalla Grecia dopo Melbourne, con panetterie e taverne vere, e il Museum of the Moving Image, dentro gli studi cinematografici dove la Paramount girava i film muti: c’è la collezione di costumi, macchine da presa e una sala dedicata a I Muppet.

Pomeriggio – Flushing e l’Unisphere

Tempo 3 ore · Parco gratis · Metro 7 fino a Mets – Willets Point e poi fino al capolinea di Flushing

Il globo d’acciaio dell’Esposizione universale del 1964, a Flushing Meadows
L’Unisphere: dodici metri di diametro per ogni continente, in acciaio inossidabile, dal 1964 · Foto di Rich Lemonie — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La linea 7 della metropolitana è chiamata International Express, ed è stata dichiarata itinerario storico nazionale: in venti fermate attraversa quartieri irlandesi, colombiani, messicani, filippini, tibetani, indiani, coreani e cinesi, uno dopo l’altro. Guardare fuori dal finestrino e leggere le insegne è già la visita.

A Flushing Meadows – Corona Park ci sono state due esposizioni universali, nel 1939 e nel 1964, e le Nazioni Unite ci hanno avuto la loro prima sede: fu qui, in un padiglione della fiera, che nel 1947 fu votata la spartizione della Palestina. Di quelle fiere restano l’Unisphere, il globo d’acciaio di trentasette metri simbolo del 1964, e i padiglioni dello Stato di New York progettati da Philip Johnson, arrugginiti e transennati, che avete visto in Men in Black.

All’estremità della linea c’è Flushing, che è la seconda Chinatown di New York ed è ormai più grande e più autentica di quella di Manhattan: qui si mangia, e si mangia benissimo, spendendo poco.

Sera – Roosevelt Island in funivia

Tempo 2 ore · Costa come un biglietto della metro, si paga con la stessa carta · Partenza da 59 St e Second Avenue

La stazione della funivia che attraversa l’East River
La funivia di Roosevelt Island: fu costruita nel 1976 come soluzione provvisoria · Foto di Fletcher — CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Si chiude con la cosa più sottovalutata di New York. La funivia di Roosevelt Island attraversa l’East River a quaranta metri d’altezza, costeggia il ponte di Queensboro e vi mette davanti tutto il fianco est di Manhattan. Costa come un biglietto della metropolitana e si paga con la stessa carta. Fu costruita nel 1976 come sistemazione provvisoria in attesa che arrivasse la metropolitana: la metropolitana è arrivata nel 1989, e la funivia è rimasta perché agli abitanti piaceva.

Roosevelt Island è una striscia di terra lunga tre chilometri in mezzo al fiume, con una storia cupa: per un secolo ci hanno tenuto il manicomio, il vaiolo, il carcere e l’ospizio dei poveri, lontano dalla vista della città. Si chiamava Welfare Island. All’estremità sud c’è il Four Freedoms Park, disegnato da Louis Kahn nel 1974 e costruito solo nel 2012, quasi quarant’anni dopo la sua morte: un triangolo di prato che si stringe fra due file di tigli fino a una stanza di granito aperta sul fiume. È il posto più silenzioso di New York, ed è gratis.

Se piove, o se fa freddissimo

  • Giorno 4, Coney Island · con la pioggia non ha senso e d’inverno le giostre sono chiuse. Al suo posto il Brooklyn Museum, che sta accanto a Prospect Park ed è il secondo museo della città per dimensioni.
  • Giorno 5 · è la giornata più facile da salvare: MoMA PS1 e Museum of the Moving Image sono al coperto, e la linea 7 con le sue insegne si guarda dal finestrino.
  • Al posto della funivia · con il vento forte viene sospesa. Ripiego: il traghetto NYC Ferry, che costa poco e sta al chiuso.
  • D’inverno · Brooklyn e Queens hanno meno riparo di Manhattan e le distanze fra una tappa e l’altra sono maggiori: accorciate, non stringete i denti.

Quanto costano i cinque giorni

Voce Spesa
Top of the Rock (o un altro panoramico) 40-50 $
Traghetto, Statua della Libertà ed Ellis Island circa 25 $
Museo dell’11 settembre circa 33 $
Metropolitan oppure MoMA circa 30 $
Giardino Botanico, MoMA PS1, Museum of the Moving Image circa 48 $ in tutto
Coney Island: due giostre storiche circa 20 $
Parchi, ponte, High Line, Harlem, Unisphere, Four Freedoms Park gratis
Metropolitana e funivia, 5 giorni circa 35 $ — dopo 12 corse il resto è gratis
Pasti, 5 giorni 280-450 $
Totale circa 510-690 $ a persona

Cifre di riferimento ad agosto 2026, in dollari. Con cinque giorni il tetto delle 12 corse della metropolitana scatta di sicuro: pagate sempre con la stessa carta o lo stesso telefono, altrimenti il conteggio riparte da capo. E ricordate che il prezzo esposto non comprende le tasse, e che al ristorante la mancia del 18-20% nella pratica non è facoltativa.

Domande frequenti

Cinque giorni a New York sono troppi?

No, sono il primo numero che permette di uscire da Manhattan. Con tre giorni si vede la città dei turisti; con cinque si aggiungono Brooklyn e il Queens, dove vive metà dei newyorkesi. Chi ha visto solo Manhattan ha visto la vetrina.

Brooklyn merita una giornata intera?

Sì. Ha due milioni e seicentomila abitanti e fino al 1898 era una città separata: sarebbe la quarta degli Stati Uniti. In una giornata ci stanno Williamsburg, Prospect Park con le brownstone di Park Slope e Coney Island sul mare, che sono tre cose che non si somigliano per niente.

Coney Island vale il viaggio?

Da fine marzo a ottobre sì: ci sono il Cyclone del 1927, montagne russe di legno dichiarate monumento, la Wonder Wheel del 1920 e quattro chilometri di lungomare. Sono quaranta minuti di metropolitana per ciascun senso: mettete in conto mezza giornata. D’inverno le giostre sono chiuse e resta la spiaggia vuota.

Il Queens ha qualcosa da vedere?

Non ha un monumento simbolo, ha una cosa diversa: è il posto più multietnico del mondo, con oltre centosessanta lingue parlate. Ci sono il MoMA PS1, il museo del cinema ad Astoria, l’Unisphere dell’esposizione del 1964 e la seconda Chinatown a Flushing, dove si mangia meglio e si spende meno che a Manhattan.

Che cos’è la linea 7?

La metropolitana che attraversa il Queens da Manhattan a Flushing, chiamata International Express e dichiarata itinerario storico nazionale: in venti fermate passa da un quartiere irlandese a uno colombiano, messicano, filippino, tibetano, indiano e cinese. Le insegne alle fermate raccontano la città meglio di un museo.

La funivia di Roosevelt Island costa molto?

Costa come una corsa di metropolitana, 2,90 $, e si paga con la stessa carta di credito. Attraversa l’East River a quaranta metri d’altezza accanto al ponte di Queensboro. È probabilmente il miglior panorama della città in rapporto al prezzo.

Prospect Park o Central Park?

Tutti e due sono di Olmsted e Vaux, ma Prospect Park è posteriore di nove anni e i due progettisti lo consideravano il loro lavoro migliore: meno affollato, senza strade che lo attraversano, con un prato lungo un chilometro e mezzo. Central Park è imperdibile perché è Central Park; Prospect Park è più bello.

Serve una carta diversa per la metropolitana con cinque giorni?

No, anzi: pagate sempre con la stessa carta di credito o lo stesso telefono. Dopo dodici corse nella stessa settimana tutte le successive sono gratuite, e in cinque giorni ci si arriva. Cambiando carta il conteggio riparte da zero e si perde lo sconto.

Quanto costano cinque giorni a New York?

Fra 510 e 690 dollari a persona senza alloggio. Le giornate a Brooklyn e nel Queens costano molto meno di quelle a Manhattan, perché parchi, lungomare e quartieri sono gratis e si mangia a metà prezzo. Il grosso del conto restano i pasti.

Quando conviene andare?

Maggio-giugno e settembre-ottobre. Se venite per Coney Island servono i mesi caldi, da fine marzo a ottobre; se venite per le vetrine e l’albero del Rockefeller Center, dicembre, sapendo che prezzi e code sono al massimo. Luglio e agosto sono umidi e pesanti, e nel Queens e a Brooklyn si sente di più.

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