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Key Largo in 1 giorno

A Key Largo non si viene per la città, perché non c’è: c’è una strada lunga cinquanta chilometri con il mare da tutte e due le parti, qualche motel e i pontili delle barche. Si viene per quello che sta sott’acqua: la sola barriera corallina viva degli Stati Uniti continentali, la terza più grande del mondo, che comincia a sette chilometri dalla riva. E per una cosa che non ti aspetti di trovare in Florida: sul fondo del mare, a sette metri di profondità, c’è la copia di una statua italiana, quella del Cristo degli Abissi di San Fruttuoso. Basta una maschera per vederla.

In sintesi

  • Durata · una giornata, dalle 8:30 al tramonto
  • Da dove · gita in giornata da Miami: 100 km, un’ora e mezza di auto
  • Serve l’auto · sì, senza alternative: sui Keys non c’è trasporto pubblico utile
  • Da prenotare · l’uscita in barca per lo snorkeling, che parte a orari fissi e nell’alta stagione si riempie
  • Budget · 90-150 dollari a persona, escluso il noleggio dell’auto
  • Quando · tutto l’anno, ma l’acqua è più limpida da giugno a settembre; d’inverno i fronti freddi alzano il mare e le uscite saltano
  • Se non entrate in acqua · c’è il battello dal fondo trasparente, e mezza giornata basta

Gli indirizzi qui non hanno numero civico ma il Mile Marker: Key Largo va dal miglio 106 al 91.

Mattina — La barriera corallina

Mezza giornata · 2 tappe · dalle 8:30 alle 13 · è il motivo del viaggio

1 – John Pennekamp Coral Reef State Park

Ingresso circa 9 $ ad auto · Uscita in barca con snorkeling 40-50 $, circa 3 ore e mezza · Battello dal fondo trasparente circa 30 $ · Miglio 102,5

Un sub fra i pesci sulla barriera corallina al largo di Key Largo
La barriera della Florida: comincia a sette chilometri dalla riva ed è la terza più grande del mondo · Foto di National Marine Sanctuaries — Public domain, via Wikimedia Commons

Il John Pennekamp Coral Reef State Park aprì nel 1963 e fu il primo parco sottomarino degli Stati Uniti: il settanta per cento della sua superficie è acqua, e si estende per cinque chilometri al largo. Prende il nome da un giornalista di Miami che si batté per proteggere la barriera quando negli anni Cinquanta i cacciatori di souvenir la stavano smontando a pezzi con le leve.

Dal molo partono tre cose diverse, e conviene sceglierne una sola:

  • l’uscita in barca con snorkeling, tre ore e mezza, che porta sulla barriera vera. È la scelta giusta se sapete nuotare: l’attrezzatura si noleggia a bordo e non serve esperienza
  • il battello dal fondo trasparente, due ore e mezza, per chi non vuole entrare in acqua o viaggia con bambini piccoli o anziani
  • le immersioni con le bombole, per chi ha il brevetto: mezza giornata, due immersioni

Dentro il parco c’è anche una spiaggia riparata dove si entra in acqua da riva, con l’acqua bassa e calma: si vedono i pesci ma non il corallo, che è molto più al largo.

2 – Il Cristo degli Abissi

Compreso in alcune uscite in barca, chiedete prima · Profondità 7 metri · si vede anche dalla superficie con la maschera

La statua del Cristo degli Abissi sul fondo del mare, davanti a Key Largo
Il Cristo degli Abissi: è la copia della statua che sta a San Fruttuoso, nel mar Ligure · Foto di Sebastian Carlosena — CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Sulla secca di Dry Rocks, a sette metri di profondità, c’è una statua di bronzo alta due metri e mezzo che rappresenta Cristo con le braccia alzate verso la superficie. È la copia di una statua italiana: l’originale, scolpito da Guido Galletti, sta dal 1954 nella baia di San Fruttuoso, in Liguria, e fu voluto in memoria di un sommozzatore morto.

Questa fu fusa dallo stesso stampo e donata nel 1961 da Egidio Cressi, l’industriale italiano delle attrezzature subacquee, alla Underwater Society of America; fu calata sul fondo nel 1965. Oggi è ricoperta di alghe e coralli e ci nuotano intorno i pesci: è il soggetto fotografico più famoso della Florida sottomarina, e per gli italiani che arrivano fin qui c’è qualcosa di curioso nel ritrovarsi davanti un pezzo di Liguria.

Non tutte le uscite in barca vanno a Dry Rocks: dipende dalle condizioni del mare e dal programma del giorno. Se ci tenete, chiedetelo esplicitamente al momento della prenotazione, perché molti tornano a casa senza averlo visto.

Primo pomeriggio — Le mangrovie

2 ore · 1 tappa · dalle 14 alle 16 · la parte silenziosa della giornata

3 – In kayak nei canali

Noleggio kayak 25-40 $ per due ore · Dentro il parco o in uno dei noleggi lungo la strada · non serve esperienza

Un canale fra le mangrovie visto da un kayak, nel parco Pennekamp
I tunnel di mangrovie: si entra in canali larghi due metri, e il rumore sparisce · Foto di Fredlyfish4 — CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Dietro l’isola, sul lato del Golfo, c’è un labirinto di canali fra le mangrovie che si percorre in kayak. L’acqua è alta mezzo metro, non c’è corrente e in certi tratti i rami si chiudono sopra la testa formando delle gallerie verdi. È l’esatto contrario della mattina: nessun motore, nessuna voce, e si sentono solo gli uccelli.

Le mangrovie rosse sono la ragione per cui i Keys esistono: crescono con le radici nell’acqua salata, trattengono i sedimenti e costruiscono terra dove non ce n’era. Fanno anche da vivaio: fra quelle radici crescono i piccoli di quasi tutti i pesci che poi vivono sulla barriera, e da qui parte la catena alimentare del reef. Sono protette per legge, e tagliarne una senza autorizzazione è un reato.

Si vedono aironi, ibis bianchi, cormorani, e con un po’ di fortuna le tartarughe marine e i lamantini, che d’inverno entrano nelle acque calde e basse. I lamantini sono lenti e curiosi: la regola è non toccarli e non inseguirli.

Pomeriggio — La strada, e un pezzo di cinema

2 ore · 1 tappa · dalle 16 alle 18

4 – La African Queen, e il mito di Key Largo

Giro in barca circa 60 $ per un’ora · Guardarla è gratis · Miglio 100, dietro un albergo sulla strada

Al miglio 100, ormeggiata in un canaletto dietro un albergo, c’è una barchetta a vapore del 1912: è la African Queen, quella vera, il battello del film del 1951 con Humphrey Bogart e Katharine Hepburn girato in Congo e in Uganda. Dopo il film finì dimenticata, fu ritrovata in Egitto negli anni Sessanta, restaurata e portata qui. Naviga ancora: si può fare un giro di un’ora nei canali, con il vapore e tutto.

Sulla confusione fra i due film vale la pena essere onesti. Key Largo, il film del 1948 con Bogart, Bacall e Edward G. Robinson diretto da John Huston, è ambientato qui ma fu girato quasi tutto in studio a Hollywood: della vera Key Largo ci sono poche riprese esterne. La città ci ha comunque costruito sopra la propria identità, e nel 1952 una località che si chiamava Rock Harbor si fece ribattezzare ufficialmente Key Largo per attirare i turisti del film. Anche il nome, insomma, viene dal cinema.

Il nome originale è spagnolo: Cayo Largo, l’isola lunga, ed è giusto — con i suoi cinquanta chilometri è la più estesa di tutte le Keys.

Sera — Il tramonto sul Golfo

2 ore · 1 tappa · dalle 18 alla cena

5 – Dalla parte giusta dell’isola

Gratis · Lato ovest, quello del Golfo del Messico · molti ristoranti hanno il pontile

Un pontile sull’acqua al tramonto, a Key Largo
Il tramonto si guarda dal lato del Golfo: sull’Atlantico il sole sorge, non tramonta · Foto di Giuseppe Milo — CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

Una cosa semplice che molti sbagliano: i Keys sono una striscia orientata da nord-est a sud-ovest, con l’Atlantico a est e il Golfo del Messico a ovest. Il tramonto si guarda quindi dal lato del Golfo, cioè dalla parte opposta a quella dove si fa lo snorkeling. Molti ristoranti e bar sul lato ovest hanno un pontile e un orario di aperitivo tarato sul tramonto.

Per la cena, la cucina locale è semplice e di mare: il panino di pesce fresco, le conch fritters — frittelle di conchiglia, che oggi si fa con conchiglie importate perché la pesca locale è vietata dal 1975 per proteggere la specie — e la Key lime pie, la torta al lime, che è il dolce ufficiale della Florida: si fa con i lime piccoli e gialli dei Keys, e quella vera ha il ripieno giallo pallido, non verde. Se ve la portano verde è colorante.

Se avete voglia di una cosa strana: a Key Largo c’è il Jules’ Undersea Lodge, un albergo con due sole camere posato sul fondo di una laguna a sette metri di profondità, in un ex laboratorio di ricerca. Per entrare in camera bisogna immergersi con le bombole, e la pizza viene consegnata in una cassa stagna da un fattorino sub.

Se il mare è mosso, o se piove

  • Uscite annullate · con il vento forte le barche non escono, e in inverno succede spesso quando arrivano i fronti freddi da nord. Chiedete la politica di rimborso quando prenotate: quasi tutti spostano o restituiscono.
  • Al posto della barriera · il kayak fra le mangrovie si fa anche con vento moderato, perché i canali sono riparati. È il piano B naturale.
  • Al chiuso · il Florida Keys Wild Bird Center a Tavernier, un centro di recupero per uccelli marini feriti, con ingresso a offerta libera; e il History of Diving Museum a Islamorada, venti minuti più a sud, che è migliore di quanto sembri.
  • Zanzare · da maggio a ottobre, soprattutto al tramonto e vicino alle mangrovie. Repellente forte, non profumi.

Quanto costa la giornata

Voce Spesa
Ingresso al parco Pennekamp circa 9 $ ad auto
Uscita in barca con snorkeling 40-50 $
oppure battello dal fondo trasparente circa 30 $
Noleggio kayak, 2 ore 25-40 $
Giro sulla African Queen (facoltativo) circa 60 $
Spiagge, mangrovie da riva, tramonto gratis
Pranzo e cena 40-70 $
Totale circa 115-170 $ a persona

Cifre di riferimento ad agosto 2026, in dollari, escluso il noleggio dell’auto. L’ingresso al parco si paga ad auto e non a persona, quindi in due o tre si divide. Se scendete fino a Key West nello stesso viaggio, tenete il biglietto: alcuni parchi statali della Florida hanno tariffe combinate.

Come arrivare

Da Miami sono circa cento chilometri e un’ora e mezza di auto: si prende la statale 1 verso sud, si attraversa Homestead e poi il lungo rettilineo delle Eighteen Mile Stretch in mezzo alla palude, che è l’unico accesso ai Keys. Da lì in poi c’è una sola strada fino a Key West.

Conviene partire presto, verso le sette e mezza: le uscite in barca migliori sono quelle del mattino, quando il mare è più calmo e l’acqua più limpida, e nel pomeriggio il traffico di rientro verso Miami rallenta parecchio nei fine settimana.

Senza auto non è praticabile: sui Keys il trasporto pubblico è quasi inesistente e le distanze fra un miglio e l’altro sono pensate per la macchina. In alternativa ci sono le gite organizzate in giornata da Miami, che però hanno tempi stretti e in genere includono solo il battello.

Domande frequenti

Key Largo si fa in giornata da Miami?

Sì, ed è il modo giusto di visitarla: sono cento chilometri e un’ora e mezza di auto. Partendo alle sette e mezza si prende l’uscita in barca del mattino, si passa il pomeriggio fra mangrovie e strada e si torna dopo il tramonto. Per scendere fino a Key West, invece, serve dormire sui Keys.

Che cos’è il Cristo degli Abissi?

Una statua di bronzo alta due metri e mezzo posata nel 1965 sul fondo del mare a sette metri di profondità, sulla secca di Dry Rocks. È la copia della statua di Guido Galletti che sta a San Fruttuoso, in Liguria, e fu donata dall’industriale italiano Egidio Cressi. Si raggiunge in barca e si vede anche solo con maschera e boccaglio.

Serve saper nuotare bene per lo snorkeling?

No, ma bisogna saper nuotare. Le barche forniscono maschera, boccaglio, pinne e giubbotto galleggiante, e sulla barriera l’acqua è alta due-cinque metri con un cavo galleggiante a cui tenersi. Chi non se la sente resta a bordo o sceglie il battello dal fondo trasparente.

Quando l’acqua è più limpida?

Da giugno a settembre: mare calmo, acqua a ventinove gradi e visibilità migliore. D’inverno il tempo è più fresco e gradevole a terra, ma i fronti freddi da nord alzano il mare e le uscite in barca vengono annullate spesso.

La barriera corallina è ancora viva?

Sì, ma è in difficoltà: lo sbiancamento dovuto al riscaldamento dell’acqua ha colpito duramente questi fondali, e l’estate del 2023 è stata particolarmente dura. Ci sono organizzazioni che coltivano e ripiantano coralli, e alcune uscite ne parlano. Non aspettatevi i colori dei documentari degli anni Novanta: aspettatevi comunque una cosa che vale il viaggio.

Serve l’auto?

Sì. Sui Keys non c’è trasporto pubblico utile e tutto è disposto lungo un’unica strada, con gli indirizzi indicati per Mile Marker invece che per numero civico. L’alternativa è una gita organizzata da Miami, con orari più rigidi.

Che cosa sono i Mile Marker?

I cippi verdi che segnano le miglia lungo la statale 1: il miglio 0 sta a Key West e i numeri salgono andando verso nord. Key Largo va dal miglio 106 al 91. Gli indirizzi, i ristoranti e i noleggi si indicano così, e conviene abituarsi subito.

Il film Key Largo è stato girato qui?

Quasi per niente: il film del 1948 con Bogart e Bacall fu girato in gran parte in studio a Hollywood. Qui c’è però la African Queen vera, la barca del film del 1951, restaurata e ancora navigante. E nel 1952 una località dell’isola si fece ribattezzare Key Largo proprio grazie al film.

Si vedono i lamantini?

Con fortuna sì, soprattutto d’inverno, quando entrano nelle acque basse e calde delle mangrovie e dei canali. Sono lenti e curiosi e a volte si avvicinano ai kayak. La legge federale vieta di toccarli, inseguirli o dar loro da mangiare.

Che cos’è la Key lime pie?

La torta al lime dei Keys, dolce ufficiale della Florida: crema di lime, latte condensato e tuorli su una base di biscotto. Quella autentica ha il ripieno giallo pallido, perché il succo di lime è giallo: se ve la servono verde brillante, c’è del colorante.

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