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Matera em 1 dia: os Sassis, o Palombaro Lungo e o pôr do sol da Murgia

Matera è probabilmente l’insediamento abitato senza interruzione più a lungo d’Europa: nelle grotte di questa gravina si vive da novemila anni . Ed è anche l’unica città italiana che è passata, in settant’anni, dall’essere chiamata in Parlamento «la vergogna nazionale» a essere Capitale europea della cultura . Nel 1952 una legge dello Stato ne ordinò lo sfollamento forzato : sedicimila persone furono trasferite in quartieri nuovi e i Sassi rimasero vuoti per trent’anni. Camminarci dentro oggi, sapendo questo, è un’esperienza diversa dal visitare un bel centro storico: quelle case sono state abbandonate per decreto e riabitate per scelta.

In sintesi

  • Durata · una giornata piena, dalle 9 alle 22
  • Quanto si cammina · circa 6 km, ma con continui saliscendi e scalinate : sono le uniche strade che ci sono
  • Scarpe · comode e con la suola che tiene: il calcare levigato scivola, soprattutto bagnato
  • Da prenotare · il Palombaro Lungo , che si visita solo con la guida a orari fissi
  • Budget · 35-55 euro a persona, alloggio escluso
  • Punto di partenza · piazza Vittorio Veneto, nella città nuova
  • Punto di arrivo · un belvedere al tramonto, e poi i Sassi illuminati
  • Cosa resta fuori · le chiese rupestri sull’altro versante della gravina: sono il secondo e il terzo giorno

Matera è costruita sulle pareti di un canyon: le distanze sulla mappa sono brevi, ma quasi ogni tratto sale o scende.

Mattina — La città sopra e il Sasso Barisano

2 km · 3 tappe · dalle 9:00 alle 13:30 · in discesa, poi in salita

1 – Piazza Vittorio Veneto e il Palombaro Lungo

Tempo 1 ora · Palombaro 3-5 euro, solo con guida a orari fissi · Piazza gratis

La piazza della città nuova, sopra il Palombaro Lungo
Piazza Vittorio Veneto: la città nuova, costruita voltando le spalle ai Sassi · Foto di Luca Aless — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Si comincia da sopra, ed è giusto così: piazza Vittorio Veneto è il salotto della città nuova, quella ottocentesca e novecentesca che per decenni ha voltato le spalle ai Sassi considerandoli una vergogna da nascondere. Dal parapetto sul lato est si apre il primo affaccio, ed è il momento in cui si capisce dove si è arrivati.

La cisterna scavata sotto piazza Vittorio Veneto
Il Palombaro Lungo: 5.000 metri cubi d’acqua sotto la piazza principale · Foto di Gorup de Besanez — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Sotto la piazza, e questa è la sorpresa, c’è il Palombaro Lungo : una cisterna scavata nella roccia grande come una cattedrale, alta quindici metri , capace di cinquemila metri cubi d’acqua. È l’opera più impressionante di Matera e nessuno la vede da fuori. Fu costruita nell’Ottocento unendo cisterne più piccole, le pareti sono intonacate con il cocciopesto impermeabile di tradizione romana, e ci si scende con la guida camminando su passerelle sopra l’acqua.

Serve per capire tutto il resto: Matera è in una zona senza fiumi utilizzabili , e per novemila anni ci si è vissuti solo grazie a un sistema di raccolta dell’acqua piovana — canali scavati nella roccia, cisterne sotto ogni casa, filtri di sabbia — che è una delle grandi opere di ingegneria idraulica popolare del Mediterraneo. Fu riscoperto per caso nel 1991 , durante lavori in piazza.

2 – Il Sasso Barisano

Tempo 1 ora e mezza · Gratis · Spostamento si scende dalla piazza

Il panorama dei Sassi con la cattedrale in cima
I Sassi: quello che sembra un tetto è il pavimento della casa sopra · Foto di Gigi.Parentini — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il Sasso Barisano — il nome viene da Bari, la direzione in cui guarda — è il più ricco dei due, quello con le facciate lavorate e i portali scolpiti, ed è oggi il più ristrutturato: qui stanno gli alberghi diffusi e i ristoranti.

La cosa da capire camminandoci è la struttura , che non ha eguali: le case sono scavate nella roccia e poi prolungate in avanti con muratura, e sono sovrapposte lungo il pendio , così che il tetto di una casa è la strada o il cortile di quella sopra . Non ci sono strade nel senso normale del termine: ci sono percorsi che passano sui tetti. Per questo, girando, si finisce continuamente su terrazze che sono case di qualcuno.

Ci si perde apposta, ed è il modo giusto di visitare Matera. Ma vale la pena guardare due cose in particolare: i comignoli , che nelle case più povere sono l’unica apertura oltre alla porta, e le cisterne , riconoscibili dai tombini circolari nel pavimento delle corti: ogni casa ne aveva una.

3 – La Civita e la Cattedrale

Tempo 1 ora · Cattedrale gratis, offerta libera · Spostamento 15 minuti in salita

Il duomo sulla Civita, il punto più alto fra i due Sassi
La Cattedrale sulla Civita: lo sperone di roccia fra i due Sassi · Foto di Velvet — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La Civita è lo sperone di roccia che divide i due Sassi ed è il punto più alto e più antico: qui c’era l’insediamento fortificato originario, e qui abitavano le famiglie nobili. In cima c’è la Cattedrale , romanico-pugliese del 1270 , con il campanile alto cinquantadue metri che si vede da ogni punto della città.

Dentro, dopo un restauro lungo, sono riemersi affreschi medievali che erano stati coperti dalle decorazioni barocche: c’è un Giudizio Universale del Trecento e una Madonna della Bruna , la patrona della città, la cui festa — il 2 luglio — finisce con la folla che fa a pezzi il carro trionfale di cartapesta per portarsene a casa un frammento come portafortuna. Il carro viene ricostruito ogni anno per essere distrutto.

Dai lati della Civita si aprono i due affacci migliori della mattina: da una parte il Barisano che si è appena percorso, dall’altra il Caveoso , che è il pomeriggio.

La cucina della pietra e del pane
La cucina materana nasce dalla povertà e per questo è buona. Il pane di Matera IGP è il punto di partenza: farina di semola di grano duro, lievito madre, forma a cornetto alta, crosta spessa e mollica gialla; durava una settimana perché le famiglie lo cuocevano una volta sola nel forno comune, con il marchio di legno inciso con le iniziali per riconoscere il proprio. Da provare: i peperoni cruschi, peperoni di Senise essiccati e fritti pochi secondi, che diventano croccanti come una patatina e si mangiano anche da soli; la cialledda, pane raffermo bagnato con pomodoro, cipolla e origano; le orecchiette con cime di rapa; e il cotto e crudo, cioè salsiccia e formaggio con i cruschi. Sul vino, l’Aglianico del Vulture, che cresce su un vulcano spento a un’ora da qui ed è uno dei grandi rossi del Sud. Un pasto in trattoria sta fra i 25 e i 35 euro.

Pomeriggio — Il Sasso Caveoso

2 km · 3 tappe · dalle 15:00 alle 18:30 · il versante più ripido

4 – Il Sasso Caveoso

Tempo 1 ora · Gratis · Spostamento si scende dalla Civita

I tetti del Sasso Caveoso, che sono le strade di chi sta sopra
Il Sasso Caveoso: il più povero dei due, e il più simile a com’era · Foto di Asia — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il Sasso Caveoso prende il nome dalla forma a cavea di teatro con cui scende verso la gravina, ed è l’altra faccia di Matera: qui le case sono più scavate e meno costruite , i vicoli più stretti, le facciate più povere. Era la parte più disagiata, ed è quella rimasta più simile a com’era.

È qui che si capisce cosa denunciava Carlo Levi in Cristo si è fermato a Eboli (1945), il libro che rese Matera un caso nazionale: descriveva famiglie di dieci persone che vivevano in una stanza sola, con il mulo e le galline dentro casa, e una mortalità infantile che sfiorava il cinquanta per cento. Nel 1950 il presidente del Consiglio De Gasperi venne a vedere di persona; nel 1952 una legge dello Stato ordinò il trasferimento degli abitanti in quartieri nuovi. Sedicimila persone lasciarono i Sassi, alcune volentieri, molte no.

I Sassi restarono vuoti per trent’anni , e in quel vuoto entrarono i ladri, i crolli e le pecore. Solo dagli anni Ottanta — con una legge del 1986 e poi con l’ UNESCO nel 1993 — sono stati recuperati. Questa è la ragione per cui a Matera si trova il lusso accanto alla grotta vuota: alcune case sono diventate alberghi, altre sono ancora com’erano nel 1952.

5 – Una casa grotta

Tempo 30 minuti · Ingresso 3-5 euro · ce ne sono diverse, tutte simili

Una casa grotta arredata com’era prima dello sfollamento
Una casa grotta arredata com’era: la stalla è nella stessa stanza · Foto di Bomawa — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

È la visita più breve e la più utile di tutta la giornata. Una casa grotta è un’abitazione lasciata o rimessa com’era prima dello sfollamento, con gli oggetti veri: un unico ambiente scavato di una trentina di metri quadrati, il letto alto sopra le casse, la mangiatoia del mulo nella stessa stanza , la buca del grano nel pavimento, il telaio, la cisterna, e nessuna finestra oltre alla porta.

Le guide raccontano i dettagli che restano addosso: i bambini piccoli dormivano nei cassetti del comò; il letto era alto per tenere le galline sotto; il calore del mulo era il riscaldamento. Dopo dieci minuti lì dentro, le fotografie dei Sassi al tramonto assumono un’altra luce.

6 – Santa Maria de Idris e le chiese rupestri

Tempo 1 ora · Circuito chiese rupestri 7-9 euro · Spostamento 10 minuti a piedi

Lo sperone roccioso con la chiesa rupestre di Santa Maria de Idris
Santa Maria de Idris: la chiesa è dentro lo sperone di roccia · Foto di Luca Aless — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Santa Maria de Idris sta dentro il grande sperone di roccia che spunta in mezzo al Caveoso ed è l’immagine simbolo di Matera. Il nome viene dal greco hydor , acqua: qui c’era una raccolta d’acqua. Dentro, un corridoio scavato la collega alla cripta di San Giovanni in Monterrone , con affreschi bizantini dal Dodicesimo al Diciassettesimo secolo.

Nel territorio di Matera ci sono oltre centocinquanta chiese rupestri : le scavarono a partire dall’VIII secolo i monaci di rito greco arrivati dall’Oriente, spesso in fuga dalle persecuzioni iconoclaste, e continuarono i benedettini. Le altre da vedere in città sono Santa Lucia alle Malve , che fu il primo insediamento femminile benedettino e ha una Madonna del latte del 1270, e la Madonna delle Virtù con San Nicola dei Greci , un complesso a due livelli sul ciglio della gravina.

L’interno del complesso della Madonna delle Virtù
L’interno di una chiesa rupestre: colonne e absidi ricavate scavando · Foto di Sailko — CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

Le chiese rupestri hanno un biglietto cumulativo che conviene se ne visitate almeno tre. Dentro fa fresco anche in agosto e la luce è scarsa: gli affreschi si guardano con calma, lasciando abituare gli occhi.

Sera — Il belvedere e i Sassi illuminati

2 km · 1 tappa · dalle 18:30 in poi

7 – Il belvedere dall’altra parte della gravina

Tempo 2 ore · Gratis · Spostamento in auto o taxi, 15 minuti; a piedi è un’ora e mezza di sentiero

Il canyon che separa Matera dall’altopiano murgico
La gravina: da questa parte la città, dall’altra l’altopiano deserto · Foto di Luca Aless — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La cosa da fare al tramonto è attraversare la gravina — il canyon scavato dal torrente Gravina, profondo fino a duecento metri — e guardare Matera dall’altro versante, dal belvedere di Murgia Timone . Da lì la città si vede tutta insieme, addossata alla parete, con la cattedrale in cima: è il punto da cui sono state girate quasi tutte le scene dei film ambientati qui, da Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini a The Passion di Mel Gibson, fino a un inseguimento di No Time to Die .

Il momento giusto è mezz’ora prima del tramonto : si vede la pietra passare dal bianco all’oro all’arancione, e poi si accendono le luci. Matera di notte è una delle cose più belle che si vedono in Italia, perché ogni finestra e ogni grotta illuminata disegna il pendio.

I Sassi illuminati dopo il tramonto
I Sassi illuminati: ogni luce è una casa scavata nella roccia · Foto di Rocco Scattino — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Ci si arriva in auto o in taxi in un quarto d’ora, oppure a piedi scendendo nella gravina e risalendo dall’altra parte: sono circa un’ora e mezza di sentiero, bello ma da non fare al buio senza torcia. In alta stagione ci sono anche navette.

Chi non vuole uscire dalla città ha comunque due belvedere in centro: quello di piazzetta Pascoli , che guarda il Caveoso e lo sperone dell’Idris, e il Convento di Sant’Agostino sopra il Barisano.

Le scarpe, e il caldo
A Matera non ci sono strade piane: ci sono scalinate, e il calcare levigato da secoli di passaggio è scivoloso, soprattutto con la pioggia. Servono scarpe chiuse con la suola che tiene, e va detto chiaramente che la città è faticosa per chi ha problemi di deambulazione: molti percorsi sono impraticabili con passeggini e sedie a rotelle, anche se alcuni itinerari accessibili esistono e conviene chiederli all’ufficio turistico. D’estate la pietra bianca riflette il sole e nei Sassi si superano facilmente i 38 gradi senza un filo d’ombra: in luglio e agosto la giornata va spaccata, con le grotte e le chiese rupestri — che sono fresche — nelle ore centrali.

Quanto costa la giornata

Voce Costo
Palombaro Lungo, visita guidata 3-5 euro
Casa Grotta 3-5 euro
Chiese rupestri, biglietto cumulativo 7-9 euro
Cattedrale gratis, offerta libera
Taxi o navetta per il belvedere di Murgia Timone 10-20 euro andata e ritorno
Pranzo e cena 30-45 euro
Totale circa 53-84 euro a persona

Cifre di riferimento a settembre 2026. Matera si visita in gran parte gratis , perché la cosa migliore — camminare nei Sassi — non si paga: i biglietti sono pochi e costano poco. La voce che può pesare è l’ alloggio , perché dormire in una grotta ristrutturata costa parecchio, ed è una spesa che ha senso solo se la si considera parte dell’esperienza. In centro non serve l’auto: serve, semmai, per il belvedere.

Domande frequenti

Un giorno a Matera basta?

Basta per i due Sassi, una casa grotta, il Palombaro Lungo e il tramonto dal belvedere: la città è piccola e si attraversa a piedi. Quello che resta fuori sono le chiese rupestri del Parco della Murgia , sull’altro versante della gravina, e la Cripta del Peccato Originale : sono la ragione per fermarsi un secondo giorno.

Che cosa sono esattamente i Sassi?

Due quartieri — Barisano e Caveoso — fatti di case in parte scavate nella roccia e in parte costruite in avanti con la pietra ricavata scavando, sovrapposte lungo il pendio di un canyon. La caratteristica che non ha eguali è che il tetto di una casa è la strada o il cortile di quella sopra : non esistono strade nel senso normale. Sono abitati con continuità da circa novemila anni e sono patrimonio UNESCO dal 1993.

Perché li chiamavano «la vergogna nazionale»?

Perché nel dopoguerra ci vivevano famiglie di dieci persone in una stanza sola, con gli animali dentro casa e senza fognature, e la mortalità infantile sfiorava il cinquanta per cento. Il caso esplose con Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi (1945); De Gasperi venne di persona nel 1950, e una legge del 1952 ordinò lo sfollamento : sedicimila persone furono trasferite in quartieri nuovi. I Sassi restarono vuoti trent’anni.

Come si arriva a Matera?

Non c’è la stazione delle Ferrovie dello Stato: Matera è servita dalle Ferrovie Appulo Lucane da Bari (circa un’ora e mezza, ma non circolano la domenica ) e da autobus da Bari, Napoli e Roma. L’aeroporto più comodo è Bari , a 65 km, con pullman diretti in un’ora e un quarto. In auto si arriva facilmente, ma in centro non si entra: si parcheggia sopra e si scende a piedi.

Quanto si cammina, e serve essere allenati?

Sei chilometri, ma con continui saliscendi e centinaia di scalini : alla fine della giornata si sentono. Servono scarpe chiuse con buona suola, perché il calcare levigato scivola. Chi ha difficoltà motorie deve saperlo: molti percorsi non sono accessibili, anche se l’ufficio turistico indica alcuni itinerari alternativi.

Vale la pena dormire in una grotta?

È l’esperienza che molti vengono a cercare, e funziona: gli alberghi diffusi ricavati nelle case grotta hanno silenzio assoluto, temperatura costante e niente finestre. Costa parecchio e va prenotato con anticipo. Se non rientra nel budget, sappiate che dormire nella città nuova costa una frazione e i Sassi restano a cinque minuti a piedi.

Qual è il momento migliore per il panorama?

Il tramonto dal belvedere di Murgia Timone , sull’altro versante della gravina: si arriva in quindici minuti di auto o taxi, oppure a piedi in un’ora e mezza di sentiero. Andateci mezz’ora prima del tramonto, e restate finché non si accendono le luci. In città, i due belvedere sono piazzetta Pascoli e il convento di Sant’Agostino.

Quando conviene venire?

Aprile-giugno e settembre-ottobre . In luglio e agosto la pietra bianca riflette il sole e nei Sassi si superano i 38 gradi senza ombra. L’inverno è freddo e ventoso ma la città è vuota e la luce è bellissima. La data speciale è il 2 luglio , festa della Madonna della Bruna, che finisce con la folla che fa a pezzi il carro trionfale di cartapesta per portarsene a casa un frammento.

Che cos’è il pane di Matera?

Un pane IGP di semola di grano duro con lievito madre, a forma di cornetto alto, con la crosta spessa e la mollica gialla. Nasce dal fatto che le famiglie cuocevano una volta a settimana nel forno comune del quartiere, e il pane doveva durare fino alla volta dopo: ogni famiglia timbrava il proprio con un marchio di legno con le iniziali. Provatelo con i peperoni cruschi , essiccati e fritti pochi secondi.

Quanti film ci hanno girato?

Oltre settanta. I più noti: Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini (1964), The Passion di Mel Gibson (2004), Ben-Hur , Wonder Woman e l’inseguimento iniziale di No Time to Die (2021). Il motivo è sempre lo stesso: Matera è il posto più simile alla Gerusalemme antica che si trovi in Europa, ed è a due ore da un aeroporto.

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